Novità della Ricerca nel Terzo Bimestre 2026

Novità della Ricerca nel Terzo Bimestre 2026

Questo è il trentasettesimo articolo del progetto che ha l’obiettivo di raccogliere periodicamente (ogni due mesi) le novità della ricerca sui trattamenti possibili per il glioblastoma multiforme. Di seguito elenco le notizie che abbiamo ritenuto più significative emerse negli ultimi due mesi. Come per gli articoli precedenti della serie ogni notizia sarà preceduta dal titolo originale con link alla fonte e seguita da un breve commento. Il criterio con cui vengono scelte le notizie è sempre quello di includere in generale le sole notizie relative a ricerche in fase clinica, a meno che il potenziale della ricerca per il trattamento del glioblastoma non sia veramente notevole.

Focused Ultrasound Substantially Improves Survival in Glioblastoma Drug-Delivery Trial 
Uno degli ostacoli storici alla terapia del glioblastoma è la barriera emato-encefalica, che impedisce alla maggior parte dei farmaci di raggiungere il tumore: della temozolomide, lo standard chemioterapico, si stima che meno del 20% arrivi effettivamente al cervello. Un trial internazionale multicentrico di fase 1/2 (studio BT008NA, sponsorizzato da Insightec, pubblicato su Lancet Oncology) ha testato l’apertura transitoria e mirata della barriera mediante ultrasuoni focalizzati a bassa intensità combinati con microbolle, subito prima della somministrazione di temozolomide. Dopo chirurgia e radio-chemioterapia standard, i pazienti hanno ricevuto fino a sei trattamenti mensili di ultrasuoni focalizzati più temozolomide, e sono stati confrontati con una coorte di controllo rigorosamente appaiata di 185 pazienti trattati con la sola temozolomide a dose standard. I risultati sono notevoli: sopravvivenza libera da progressione mediana di quasi 14 mesi contro 8 mesi nel gruppo di controllo, e sopravvivenza globale superiore a 30 mesi contro 19 mesi. Lo studio non ha misurato direttamente la quantità di farmaco arrivata al tumore, ma la tecnica si è dimostrata fattibile e sicura, e conferma l’apertura controllata della barriera come piattaforma abilitante — potenzialmente estendibile all’immunoterapia e ad altri agenti. Sono già in corso studi che combinano l’apertura con ultrasuoni a un anticorpo bispecifico e al bevacizumab.

Tumor-targeted interferon-α gene therapy for glioblastoma: a phase 1 trial 
Pubblicato su Nature Medicine, uno studio di fase 1 su una terapia genica che porta l’interferone-α direttamente nel microambiente tumorale. Il glioblastoma è un tumore “immunologicamente freddo”, dominato da una componente mieloide fortemente immunosoppressiva; l’interferone-α è una citochina in grado di riattivare la risposta immunitaria, ma il suo uso sistemico in oncologia è sempre stato limitato dalla tossicità. L’idea alla base di questo approccio è indurre la produzione locale di interferone all’interno del tumore, riprogrammando in loco l’ambiente immunosoppressivo ed evitando l’esposizione sistemica. Trattandosi di una fase 1, gli obiettivi primari sono la sicurezza e la fattibilità, con i primi segnali di attività immunologica; i dati vanno quindi letti come proof-of-concept. La pubblicazione su una rivista del calibro di Nature Medicine e la razionalità del meccanismo — trasformare un tumore “freddo” in uno “caldo” agendo direttamente sul microambiente — ne fanno una delle notizie cliniche più interessanti del bimestre.

Alpha Tau Announces Interim Results from its U.S. Alpha DaRT Recurrent Glioblastoma Trial (REGAIN) 
Lo studio REGAIN (NCT06910306) è un piccolo trial di fattibilità e sicurezza (fino a 10 pazienti con glioblastoma ricorrente non operabile e già sottoposti a radioterapia) sulla Alpha DaRT, una radioterapia alfa-emittente inserita direttamente nel tessuto tumorale tramite procedura stereotassica mininvasiva. Su richiesta della FDA è stata condotta un’analisi di sicurezza intermedia dopo i primi 3 pazienti trattati, con dati aggiornati al 3 maggio 2026: controllo locale di malattia nel 100% dei casi, con due risposte complete (scomparsa di tutte le lesioni captanti alla RM, criteri RANO) e un paziente con malattia stabile e riduzione tumorale del 30%; un solo evento avverso serio di grado 3 (una crisi con paralisi transitoria, risolta con steroidi). L’11 giugno 2026 la FDA ha autorizzato il completamento dell’arruolamento dei restanti sette pazienti e l’aggiunta di due nuovi centri statunitensi. I numeri sono minimi e i dati vanno interpretati con estrema cautela — servono follow-up più lungo, dati di durata della risposta e di sopravvivenza, e la valutazione del rischio di radionecrosi — ma risposte oggettive di questa entità nel ricorrente, dove la sopravvivenza mediana è tipicamente inferiore ai 12 mesi, giustificano l’attenzione.

Adjuvant personalized multivalent neoantigen DNA vaccination for MGMT-unmethylated glioblastoma: a phase 1 trial (GNOS-PV01 / GT-20) 
Trial di fase 1 (studio GT-20, NCT04015700) pubblicato su Nature Cancer su un vaccino a DNA con neoantigeni personalizzati (GNOS-PV01, sviluppato da Geneos Therapeutics con la Washington University di St. Louis) in 9 pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi MGMT-non metilato. Ciascun vaccino è stato costruito su misura selezionando fino a 40 neoantigeni per paziente (range 17–40), un numero superiore alla maggior parte degli approcci precedenti, campionando anche regioni diverse dello stesso tumore per aumentare i bersagli. Il vaccino è stato ben tollerato, senza eventi avversi seri né tossicità dose-limitanti, e ha indotto l’attivazione e l’espansione dei linfociti T in tutti i pazienti valutati tranne uno, in terapia steroidea; c’era evidenza di ingresso dei linfociti T indotti nel microambiente tumorale. La sopravvivenza a 24 mesi è stata del 33%, con un paziente vivo a oltre 48 mesi dalla diagnosi. Resta aperta la domanda di sempre per i vaccini nel glioblastoma: se la risposta immunitaria si traduca in un beneficio clinico duraturo, da sola o in combinazione con altre terapie.

A Phase 1 trial of iron metabolism-targeting oral gallium maltolate in recurrent and refractory glioblastoma
Si tratta di uno studio di Fase 1 pubblicato su Neuro-Oncology Advances (condotta al Froedtert and Medical College of Wisconsin) sul gallio maltolato orale (GaM), primo studio nell’uomo di questo composto nel glioblastoma. Il razionale sfrutta la dipendenza del tumore dal ferro: le cellule di glioblastoma richiedono molto più ferro delle cellule normali, e il gallio — chimicamente simile al ferro — viene captato al suo posto agendo come un “cavallo di Troia” che ne disturba il metabolismo e induce la morte cellulare. Lo studio di dose-escalation ha stabilito una dose raccomandata per la fase 2 di 2.000 mg/die: il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato fino a 2.500 mg/die, con soli effetti di grado 1–2, nessuna tossicità di grado ≥3 e nessuna tossicità renale. Su 22 pazienti analizzati la sopravvivenza globale mediana è stata di circa 16 mesi — favorevole rispetto agli esiti storici nel ricorrente — con una coda di lungo-sopravviventi interessante (cinque pazienti ancora vivi, quattro oltre i 18 mesi e due a 31 e 39 mesi). Studio piccolo e non randomizzato, ma i risultati sono incoraggianti per una fase 1 in questo contesto ed è previsto il riavvio di un programma di accesso allargato per una ventina di pazienti aggiuntivi.

Novocure Announces Topline Data from the Phase 3 TRIDENT Trial Evaluating Earlier Use of Tumor Treating Fields Therapy in Newly Diagnosed Glioblastoma 
Il trial di fase 3 TRIDENT (NCT04471844) ha arruolato 981 pazienti con glioblastoma di nuova diagnosi per verificare se avviare i Tumor Treating Fields (TTFields) già durante la radio-chemioterapia, anziché nella successiva fase di mantenimento, migliorasse la sopravvivenza. Lo studio non ha raggiunto l’endpoint primario: sopravvivenza globale mediana di 17,7 mesi nel braccio ad avvio precoce contro 17,5 mesi nel braccio standard, senza differenza statisticamente significativa. È importante però non leggerlo come uno studio “negativo” sui TTFields in sé: entrambi i bracci ricevevano la terapia, e la domanda riguardava esclusivamente l’anticipazione del timing. Un dato incoraggiante è la coda di lungo-sopravviventi in entrambi i bracci, con sopravvivenza a 3 anni del 22,5% (avvio precoce) contro 18,4% (avvio standard), favorevole rispetto allo storico del glioblastoma di nuova diagnosi; non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza. I dati completi, comprese le analisi di compliance e per sottogruppi, saranno presentati al congresso ASTRO 2026. Sul piano pratico, il risultato suggerisce che l’avvio in fase di mantenimento — quello oggi in uso — resta un approccio appropriato.

Personalized machine learning-guided radiation dose escalation in newly diagnosed glioblastoma: prospective pilot study
Studio pilota prospettico (NCT03477513, University of Pennsylvania, tra gli autori Steven Brem) pubblicato su Nature Communications, che valuta una radioterapia di precisione personalizzata (PPRT) guidata da un modello di machine learning. L’algoritmo integra imaging avanzato, dati istopatologici, profili molecolari e variabili cliniche per stimare le sottoregioni tumorali radioresistenti e le zone di infiltrazione microscopica non visibili in RM, generando mappe di dose individualizzate anziché una dose uniforme. Venti pazienti con glioblastoma IDH-wildtype di nuova diagnosi, dopo resezione macroscopicamente completa, hanno ricevuto la PPRT con temozolomide concomitante e adiuvante. Rispetto a un gruppo di controllo storico appaiato, i risultati sono importanti: sopravvivenza libera da progressione mediana di 24,4 contro 11,6 mesi e sopravvivenza globale di 35,4 contro 17,7 mesi. Il trattamento è stato ben tollerato, senza tossicità acute di grado ≥3, ma con una maggiore frequenza di radionecrosi nel gruppo PPRT. L’entità del guadagno è notevole e i dati andranno confermati su casistiche più ampie e disegni randomizzati, ma è un esempio concreto di intelligenza artificiale che entra nella pratica clinica del glioblastoma personalizzando un trattamento consolidato come la radioterapia.

Hetairos is a histology-based artificial intelligence model for predicting central nervous system tumor methylation subtypes
Chiudiamo con una notizia che non riguarda una terapia in fase clinica ma la diagnostica — la includiamo per il suo notevole potenziale e per la crescente rilevanza dell’intelligenza artificiale in neuro-oncologia. Ricercatori del German Cancer Research Center (DKFZ), dell’Università di Heidelberg e dell’ospedale universitario di Heidelberg hanno sviluppato Hetairos, un sistema di deep learning che predice la classificazione molecolare dei tumori del sistema nervoso centrale a partire dai comuni vetrini istologici colorati con ematossilina-eosina, disponibili ovunque. Il modello è stato costruito e validato su oltre 11.000 vetrini di 9.606 pazienti provenienti da 11 centri su quattro continenti, usando come riferimento il profiling di metilazione del DNA (attuale gold standard) e distingue 102 sottotipi molecolari, coprendo quasi l’intero spettro della classificazione WHO. In un confronto diretto sulla sola istologia con cinque neuropatologi esperti, Hetairos ha ottenuto un’accuratezza significativamente superiore (0,68 contro 0,30), classificando con alta confidenza il 50–70% dei casi con accuratezza dello 0,87 sulle predizioni migliori; nella valutazione prospettica ha ridotto i tempi di refertazione da circa 12 giorni (test di metilazione) a 12 minuti. Gli stessi autori sottolineano che lo strumento è pensato per affiancare e accelerare le analisi molecolari, non per sostituirle, con un impatto potenzialmente rilevante soprattutto nelle aree a risorse limitate. Servono ulteriori validazioni indipendenti e la valutazione regolatoria prima dell’uso diagnostico di routine.

È tutto per questo terzo bimestre del 2026. Un sentito grazie a tutte le persone che, con il loro sostegno, ci permettono di mantenere viva l’organizzazione di volontariato e di sviluppare progetti sempre più focalizzati sul supporto concreto ai pazienti e ai loro caregiver. Se stai vivendo direttamente o indirettamente l’esperienza del glioblastoma, ti ricordiamo che il progetto Speranza e Coraggio offre un servizio di supporto psicologico specializzato, totalmente gratuito, pensato per accompagnare pazienti e familiari nei momenti più difficili: chiedere aiuto è un atto di forza. A tutti coloro che stanno combattendo contro il glioblastoma, e ai loro cari, va il nostro abbraccio.