AI-BRAIN: al via a Udine il progetto che unisce intelligenza artificiale e biobanche per studiare i gliomi

AI-BRAIN: al via a Udine il progetto che unisce intelligenza artificiale e biobanche per studiare i gliomi

Lunedì 7 luglio 2026, a Udine, prende ufficialmente il via AI-BRAIN, un progetto europeo di cooperazione transfrontaliera Italia-Austria che mette insieme intelligenza artificiale e biobanche per accelerare la ricerca sui gliomi, i tumori cerebrali primitivi più diffusi. Glioblastoma.it ODV è tra i partner del progetto — ed è per noi un motivo di grande orgoglio, oltre che la naturale prosecuzione di un impegno che portiamo avanti dal 2019.

AI-BRAIN è un progetto finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027 (codice ITAT-11-045). Il titolo per esteso dice già molto: “Implementare lo studio dei tumori cerebrali mediante biobanking guidato dall’intelligenza artificiale”. Il progetto è partito a gennaio 2026 e si concluderà a marzo 2028.

L’idea di fondo nasce da un problema concreto. I gliomi sono tumori rari — circa 7 casi ogni 100.000 persone all’anno — e allo stesso tempo molto eterogenei dal punto di vista clinico e genetico. Proprio perché sono rari e complessi, nessun singolo centro, da solo, vede abbastanza casi per trarre conclusioni solide. Per fare ricerca seria serve mettere in comune campioni biologici e dati clinici provenienti da ospedali e centri diversi, nel pieno rispetto delle regole etiche e di privacy.

È esattamente il compito delle biobanche: strutture che raccolgono, conservano e distribuiscono campioni biologici di alta qualità, insieme ai dati che li rendono utili. AI-BRAIN vuole costruire una federazione transfrontaliera di biobanche dedicate ai gliomi e — qui sta la novità — usare l’intelligenza artificiale per rendere quei campioni molto più preziosi per chi fa ricerca.

Può sembrare un progetto lontano dalla vita quotidiana di un paziente. In realtà tocca un punto che conosciamo bene: la classificazione molecolare del tumore. Come abbiamo raccontato parlando del test genetico nel glioblastoma, oggi sappiamo che due tumori all’apparenza simili possono comportarsi in modo completamente diverso a seconda della loro firma genetica — e che da quella firma dipendono le scelte di cura.

Perché la ricerca su questi tumori faccia passi avanti servono campioni ben caratterizzati, collegati a informazioni cliniche affidabili e condivisibili tra centri. Ogni campione ben descritto e messo a disposizione della comunità scientifica è un mattone in più: aiuta a trovare nuovi biomarcatori, a capire perché alcune terapie funzionano e altre no, e a costruire le cure di domani. AI-BRAIN lavora proprio su questa infrastruttura — invisibile al paziente, ma fondamentale. I tre pilastri del progetto AI-BRAIN sono:

1. Una rete di biobanche che parlano la stessa lingua. Tre biobanche — quelle dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale di Udine, del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e della Brain Tumor Biobank di Innsbruck — lavoreranno per armonizzare procedure, protocolli e standard di qualità (secondo le norme internazionali ISO) e per creare un catalogo condiviso dei campioni disponibili. In pratica: fare in modo che un ricercatore possa trovare e utilizzare i materiali giusti, ovunque si trovino, evitando doppioni e sprechi.

2. L’intelligenza artificiale che “legge” i referti. Buona parte delle informazioni cliniche più importanti — referti istologici, lettere di dimissione, descrizioni delle immagini — vive ancora sotto forma di testo libero, spesso in PDF, difficile da cercare e da riutilizzare. AI-BRAIN svilupperà sistemi basati su modelli linguistici (LLM) capaci di estrarre in modo automatico e strutturato le informazioni rilevanti da questi documenti, dopo averli anonimizzati. Un aspetto per noi decisivo: questi strumenti gireranno su server interni, in locale, senza che alcun dato del paziente esca dalle strutture o venga inviato a servizi esterni — nel rispetto del GDPR e dell’AI Act europeo. È il tema di cui abbiamo già parlato in intelligenza artificiale e glioblastoma: cosa cambia davvero per i pazienti, applicato qui a un compito molto concreto.

3. Le analisi multi-omiche. I campioni raccolti e ben descritti verranno analizzati con tecnologie avanzate — dal sequenziamento nanopore (che legge non solo le alterazioni del DNA ma anche le sue modifiche epigenetiche, utile per una diagnosi molecolare ultra-rapida) alla proteomica su campioni di sangue — per caratterizzare i tumori a fondo e individuare nuovi bersagli terapeutici e predittori di malattia.

AI-BRAIN riunisce cinque partner tra Italia e Austria: l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC)di Udine come capofila, il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di AvianoFraunhofer Austria Research, l’Università di Medicina di Innsbruck e la trietina PLUS Srl, specializzata in dati e AI. A fianco del partenariato ci sono due partner associati: l’Università degli Studi di Udine e, appunto, Glioblastoma.it ODV. Nel progetto ci occuperemo di comunicazione e disseminazione: portare le informazioni al pubblico giusto — pazienti, familiari, caregiver — in forma accurata e accessibile, e far capire perché donare campioni biologici e dati è un gesto prezioso per la ricerca e per la medicina personalizzata. Un ponte, insomma, tra chi fa ricerca e chi la malattia la vive ogni giorno. È il ruolo che ci riesce più naturale, ed è la ragione per cui questo sito esiste.

Il kick-off meeting si terrà lunedì 7 luglio 2026 a Udine, presso il partner capofila. La giornata si aprirà con una conferenza stampa di presentazione del progetto, seguita dall’introduzione a obiettivi e risultati attesi, dalla presentazione dei partner e delle rispettive attività, e da sessioni operative dedicate ai diversi filoni di lavoro — biobanking, aspetti etici e legali, piattaforma IT/AI e analisi multi-omiche. Come da spirito del programma, i lavori si svolgeranno in italiano e tedesco.

Un’ultima nota, con l’onestà che cerchiamo di mantenere sempre: AI-BRAIN è ricerca, e la ricerca ha i suoi tempi. Non arriverà una nuova terapia entro il 2028. Ma è proprio questo tipo di infrastruttura — biobanche solide, dati ben organizzati, strumenti che li rendono utilizzabili — a rendere possibili, un domani, cure migliori. Come sempre, quello che impareremo lungo la strada lo racconteremo qui.


Se stai affrontando un glioblastoma o un tumore cerebrale — tu, un familiare, un amico — il Progetto Speranza e Coraggio è qui per questo. Puoi scriverci a info@glioblastomamultiforme.it o chiamarci al +39 335 1272678.