Novità della Ricerca nel Secondo Bimestre 2026
Questo è il trentaseiesimo articolo del progetto che ha l’obiettivo di raccogliere periodicamente (ogni due mesi) le novità della ricerca sui trattamenti possibili per il glioblastoma multiforme. Di seguito elenco le notizie che abbiamo ritenuto più significative emerse negli ultimi due mesi. Come per gli articoli precedenti della serie ogni notizia sarà preceduta dal titolo originale con link alla fonte e seguita da un breve commento. Il criterio con cui vengono scelte le notizie è sempre quello di includere in generale le sole notizie relative a ricerche in fase clinica, a meno che il potenziale della ricerca per il trattamento del glioblastoma non sia veramente notevole.
Advanced Brain Cancer Survival Rates Double with LITT
Uno studio di fase I/IIb, condotto dal Dr. David Tran e colleghi, ha testato la combinazione della terapia laser interstiziale termica (LITT, Laser Interstitial Thermal Therapy) con il farmaco immunoterapico pembrolizumab in pazienti con gliomi di alto grado ricorrenti, incluso il GBM. Tutti i pazienti erano almeno alla seconda recidiva, e molti alla terza o oltre. La LITT rimuove il tessuto tumorale mediante calore e apre temporaneamente la barriera emato-encefalica; questo studio ha dimostrato che è anche capace di attivare monociti non classici del sistema immunitario, preparando il terreno a una risposta potenziata da parte del pembrolizumab. I risultati sono notevoli: rispetto alla chirurgia convenzionale seguita da pembrolizumab, la combinazione LITT + pembrolizumab ha più che raddoppiato la sopravvivenza globale mediana (da 5,2 a 11,8 mesi) e la sopravvivenza libera da progressione (da 1,6 a 4,5 mesi) nella popolazione per protocollo. Nel sottogruppo specifico dei pazienti con GBM IDH-wildtype, la sopravvivenza mediana è passata da 4,8 a 11,1 mesi. Il dato forse più sorprendente: il 42% dei pazienti trattati con la combinazione era ancora in vita a 18 mesi, e oltre un terzo ha superato i 3 anni di sopravvivenza — un risultato straordinario per una popolazione in condizioni così avanzate di malattia. Questi dati indicano che la LITT non è soltanto uno strumento chirurgico, ma può diventare un potente preparatore del microambiente immunitario tumorale, aprendo la strada a nuove combinazioni con immunoterapia.
Evaluation of Regorafenib in Newly Diagnosed and Recurrent Glioblastoma: GBM AGILE Phase II/III Bayesian Randomized Platform Trial
Il grande trial adattivo di fase 2/3 GBM AGILE — uno dei progetti di ricerca più ambiziosi e metodologicamente avanzati nel GBM — ha pubblicato i risultati definitivi per il braccio dedicato al regorafenib (Stivarga), un inibitore multichinasico orale già approvato per altri tumori. Il farmaco è stato valutato in due contesti: nel GBM ricorrente (confrontato con lomustina) e nel GBM di nuova diagnosi non metilato (confrontato con la chemioradioterapia standard). In entrambi i casi, il regorafenib non ha dimostrato alcun vantaggio in termini di sopravvivenza globale, ed è risultato associato a una tossicità superiore rispetto al braccio di controllo. I dati sono deludenti ma non del tutto inattesi: il precedente trial di fase 2 REGOMA aveva già mostrato un segnale debole e controverso per il GBM ricorrente, e il passaggio a una valutazione randomizzata di fase 2/3 ha chiarito definitivamente la questione. Il risultato si inserisce in un pattern ricorrente nella storia del GBM: le monoterapie con inibitori tirosin-kinasici hanno ripetutamente fallito nel trasformare segnali precoci in benefici clinici duraturi, a causa della complessità e ridondanza delle vie di segnalazione che guidano la progressione del glioblastoma. Da un punto di vista metodologico, tuttavia, il GBM AGILE ha dimostrato la propria efficacia: grazie al design adattivo bayesiano, è stato possibile escludere il regorafenib come opzione terapeutica più rapidamente e con meno pazienti di quanto avverrebbe in un trial tradizionale, liberando risorse per valutare agenti più promettenti.
GCAR and Purdue Pharma Announce Initiation of Tinostamustine in GBM AGILE Trial
Sempre nell’ambito del trial adattivo GBM AGILE, è stato annunciato l’avvio di un nuovo braccio sperimentale dedicato alla tinostamustina. Questo farmaco investigazionale è particolarmente interessante per la sua doppia modalità d’azione in un’unica molecola: combina l’attività alchilante del DNA — simile a quella della temozolomide, capace di danneggiare il materiale genetico tumorale e indurre la morte cellulare — con l’inibizione delle deacetilasi istoniche (HDAC), un meccanismo epigenetico in grado di rendere il tumore più sensibile alla terapia e potenzialmente più riconoscibile dal sistema immunitario. Studi di fase 1 precedenti hanno mostrato un profilo di sicurezza gestibile. L’inserimento nel GBM AGILE consente una valutazione rapida ed efficiente del beneficio clinico sia in pazienti di nuova diagnosi sia in pazienti con GBM ricorrente, sfruttando il braccio di controllo condiviso e il design statistico adattivo del trial per accelerare le conclusioni. Come già accaduto con altri farmaci valutati nell’ambito di GBM AGILE, il meccanismo di monitoraggio continuo dei dati permetterà di interrompere anticipatamente il braccio in caso di segnali negativi o di accelerarne la valutazione in caso di risultati promettenti.
Telix Doses First Patient in Phase 3 IPAX-BrIGHT Trial of TLX101-Tx for Recurrent Glioblastoma
Telix Pharmaceuticals ha annunciato il trattamento del primo paziente nel trial randomizzato di fase 3 IPAX-BrIGHT, che valuta TLX101-Tx per il GBM ricorrente. Si tratta di una pietra miliare storica: negli ultimi 25 anni, solo due farmaci hanno ottenuto l’approvazione FDA per il GBM, e nessun trial di fase 3 su un radiofarmaco era mai stato avviato per questa indicazione. TLX101-Tx è un aminoacido marcato con Iodio-131, una forma di radioterapia interna mirata che sfrutta una caratteristica biologica delle cellule di glioblastoma: la loro elevata e selettiva captazione di aminoacidi rispetto al tessuto cerebrale sano. Questa proprietà consente al farmaco di concentrarsi preferenzialmente nel tumore, rilasciando la dose radioattiva direttamente alle cellule tumorali e riducendo l’esposizione del tessuto cerebrale circostante. L’approccio si inserisce nella categoria emergente delle radioligand therapy — già rivoluzionarie in oncologia prostatica con farmaci come il lutetio-PSMA — e il trial IPAX-BrIGHT rappresenta il primo tentativo sistematico di portare questa strategia alla fase 3 nel GBM. I risultati di questo studio, atteso come uno dei più significativi nel panorama della neuro-oncologia dei prossimi anni, potranno ridefinire le opzioni terapeutiche per i pazienti con GBM ricorrente.
Plixorafenib Receives FDA Breakthrough Therapy Designation for BRAF V600E-Mutated High Grade Glioma
La FDA ha concesso la Breakthrough Therapy Designation (BTD) a plixorafenib, un farmaco orale inibitore di RAF, per pazienti con gliomi di alto grado ricorrenti portatori della mutazione BRAF V600E. La BTD è una designazione regolatoria riservata ai farmaci che mostrano evidenze preliminari di superiorità sostanziale rispetto alle terapie esistenti per condizioni gravi; prevede un percorso di sviluppo accelerato con guida intensiva da parte della FDA. La designazione si basa su dati clinici preliminari particolarmente incoraggianti: in un sottogruppo predefinito di 9 pazienti con tumori primari del sistema nervoso centrale BRAF V600E-mutati — inclusi gliomi di alto grado — che non avevano ricevuto in precedenza agenti analoghi, il 67% ha mostrato una riduzione misurabile del tumore e oltre il 75% ha ottenuto un beneficio clinico (risposta obiettiva o stabilizzazione di malattia). Considerando l’insieme dei tumori solidi BRAF V600-mutati nel trial, il tasso di risposta complessivo è stato del 42%, con una durata mediana della risposta di 17,8 mesi e un profilo di sicurezza generalmente favorevole. La mutazione BRAF V600E è presente in una sottopopolazione relativamente limitata dei gliomi di alto grado, ma per questi pazienti le opzioni terapeutiche oggi disponibili sono scarse, rendendo plixorafenib una potenziale svolta nella medicina di precisione applicata alla neuro-oncologia. Un trial di fase 2 in corso sta valutando ulteriormente la sua efficacia nei tumori BRAF-mutati, inclusi quelli cerebrali.
Gibson Oncology Moves into Phase 2 Studies of LMP-744
Gibson Oncology ha annunciato l’avvio di uno studio di fase 2 con LMP-744, un farmaco sperimentale con un doppio meccanismo d’azione, nel GBM alla prima recidiva. LMP-744 agisce su due bersagli distinti: inibisce la topoisomerasi-1, un enzima indispensabile per la replicazione del DNA tumorale (già bersaglio dell’irinotecan, farmaco utilizzato in alcune terapie per GBM ricorrente), e simultaneamente sopprime l’oncoproteina cMYC, un fattore di trascrizione che promuove attivamente la proliferazione delle cellule tumorali e che è da lungo tempo considerato un bersaglio terapeutico altamente desiderabile ma storicamente “non farmacabile” con approcci convenzionali. La somministrazione avviene per via endovenosa, una volta al giorno per 5 giorni consecutivi al mese — uno schema relativamente agevole per il paziente. Negli studi di fase 1 precedenti, LMP-744 ha dimostrato un profilo di sicurezza accettabile, giustificando il passaggio alla fase 2. Il trial si concentra sul GBM alla prima recidiva, una popolazione con pochissime opzioni terapeutiche consolidate e dove la lomustina rimane lo standard di fatto nonostante tassi di risposta molto limitati. L’avanzamento alla fase 2 rappresenta un passo significativo per questa molecola, che punta a offrire un’alternativa razionale basata su bersagli molecolari ben definiti.
È tutto per questo secondo bimestre del 2026. Un sentito grazie a tutte le persone che, con il loro sostegno, ci permettono di mantenere viva l’organizzazione di volontariato e di sviluppare progetti sempre più focalizzati sul supporto concreto ai pazienti e ai loro caregiver. Grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia il progetto “Speranza e Coraggio” è stato prolungato per un ulteriore anno! Oggi questo progetto rappresenta una risorsa attiva e utilizzata da chi ha scelto di non affrontare questo percorso da solo: un servizio di supporto psicologico specializzato pensato per accompagnare pazienti e familiari nei momenti più difficili. Se stai vivendo direttamente o indirettamente l’esperienza del glioblastoma, ti invitiamo a utilizzare anche tu questo servizio totalmente gratuito: chiedere aiuto è un atto di forza.
A tutti coloro che stanno combattendo contro il glioblastoma, e ai loro cari, va il nostro abbraccio.
Buongiorno, ma quindi dal trial AGILE, emerge che tra lamustina e regorafenib non c’è alcuna differenza in termini di sopravvivenza, ho capito bene? Anzi sembra essere anche più tossico?
Si, ti confermo, questo è quello che è stato riportato nell’articolo. Come tante altre terapie quindi arrivati a fase 3 non si conferma quanto emerso in fase 2.
Bisogna informare l’AIFA affinché valuti se ritirare il regorafenib.